Aquila Bianca
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osini
osini
Ci si arrampica nelle montagne dell' Ogliastra per raggiungere il piccolo paese di Osini (l'accento sulla prima i), ma vale la pena di fare una gita in questo luogo del tutto insolito e al di fuori di ogni itinerario turistico. La strada è quella che da Jerzu conduce a Gairo dopo aver percorso una buona metà della SS. 125 (per chi viene da Cagliari) o costeggiato per un breve
tratto il lago Alto Flumendosa (per chi giunge dal resto dell'isola). I paesaggi meritano di per sé una escursione. Arrivando da sud, il primo paese che si incontra lungo la strada è Osini Nuova, recente insediamento costruito dopo il 1951 ; qualche Km più avanti si scorge il vecchio abitato di Osini, abbandonato tra il 1951 ed il 1960 in seguito ad una terribile alluvione. La bellezza del posto è tutta nelle suggestioni che le vecchie cose ispirano: ci si aggira per le stradine senza un'anima e si ritrova, abbastanza in buono stato, la fotografia perfetta di quello che era il paese Ogliastrino negli anni 50 con le tipiche case, i portoncini di legno ancora intatti incorniciati da un'aureola di calce rossa o azzurra, la piccola chiesa seicentesca modestamente nascosta tra una folla di case, gli attrezzi agricoli abbandonati per strada. Se ci si allontana di poco dall'abitato si può raggiungere qualcuno dei molti villaggi nuragici che fino a qualche decennio fa erano utilizzati come ricoveri di pecore .Il complesso nuragico più notevole e meglio conservato è quello di Serbissi, situato a breve distanza da una tomba neolitica detta de S' Orku, che la tradizione orale reputa sepoltura di esseri giganteschi a giudicare dalle dimensioni. La gastronomia locale è arricchita dalla tipica cucina ogliastrina, fra i dolci spicca il torrone.